Abbiamo deciso di fare un piccolo passo indietro per capire come e perché nasce questo festival e insieme spiegare le ragioni che ci spingono a scriverne per far conoscere un po’di più iniziative che, come questa, fanno bene al nostro panorama culturale.
La prima edizione del Torino Film Festival porta la data del 1982. Sembra ieri, sono già trascorsi 27 anni. Nonostante il tempo sia passato, il Festival non invecchia mantenendo intatta la sua linea culturale, che ha fatto si che questo festival non somigli a nessun’altro: ricerca, rinnovamento, attenzione per le nuove realtà.
Ben lontano da lustrini, paillettes e tappeti rossi che ora inondano anche il festival del cinema di Roma, inizialmente nato con ben altre intenzioni, il festival torinese sembra resistere a tutto questo e si volta con interesse a quello di cui un festival del cinema dovrebbe occuparsi: nuove e vecchie realtà cinematografiche.
E allora spazio a retrospettive (quest’anno dedicate a Nicholas Ray e Nagisa Oshima), ai giovani con Onde (una sezione per dare la possibilità a nuovi filmmaker di far conoscere le proprie sperimentazioni), ai documentari, una forma cinematografica che trova oggi largo interesse da parte anche di registi consolidati e a cui il festival ha deciso, in collaborazione col canale satellitare Cult del gruppo Fox Channels Italy, di dedicare un premio. E poi spazio ai corti italiani e piemontesi e ovviamente alla sezione principale della manifestazione, il concorso internazionale lungometraggi.
Quest’anno il TFF avrà un ospite d’eccezione, Francis Ford Coppola. Il regista, sceneggiatore e produttore cinematografico statunitense che ricordiamo per i capolavori Apocalypse Now, il padrino, Dracula di Bram Stoker porterà a Torino la sua decennale esperienza nel mondo del cinema. Ci sarà un nuovo premio dal nome ispirato a 8 e mezzo di Federico Fellini, un riconoscimento a quei registi che dalla nouvelle vague in poi si sono distinti per l’apporto che han dato al linguaggio cinematografico. Secondo la giuria, l’American Zoetrope, studio cinematografico americano fondato da Francis Ford Coppola e George Lucas, ha contributo al rinnovamento dell’industria filmica negli Stati Uniti e interpretato un importante ruolo di congiunzione tra il cinema classico e il cinema del futuro. Nato in un magazzino di San Francisco è diventato uno degli studi più rinomati degli Stati Uniti producendo numerosi film di Coppola e alcune delle prime opere di Lucas. Negli ultimi anni ha portato al successo la storia di Lost in Traslation scritto e diretto da Sofia Coppola con le meravigliose interpretazioni di Bill Murray e Scarlett Johansson.
Ricordiamo anche la proiezione in anteprima italiana del suo ultimo film “Tetro” interpretato da Vincent Gallo, Maribel Verdú, Alden Ehrenreich e Carmen Maura. La pellicola non venne presentata a Cannes perché il regista la riteneva troppo personale per il grande palcoscenico della Croisette. Ora sceglie Torino, un festival più adatto a presentare un lavoro indipendente, autofinanziato e auto distribuito. Staremo a vedere.
Sarà un caso ma il 4 novembre è il giorno del mio compleanno. In questa data l'organizzazione del Torino Film Festival diretta per la prima volta da Gianni Amelio presenterà in una doppia conferenza l'edizione di quest'anno. A Roma, alle ore 11.00 presso la Casa del Cinema (largo Marcello Mastroianni, 1) e a Torino, ore 18.30, nel Multisala del Cinema Massimo (via Verdi, 18). L'attesa è grande, almeno per quanto mi riguarda. Vivo a Torino e qui il mese di novembre negli ultimi anni è diventato simbolo del fermento culturale della mia amata città.
Il cinema vive ed è sempre stato in un ambiente di intersezione con le altre arti, in molti casi proprio gli stessi registi sono artisti provenienti da altre forme di espressione artistica. Infatti, esiste una gran quantità di pittori, musicisti, teatranti, e non solo, che si sono cimentatati nel mondo cinematografico. Molti artisti vivono la loro esperienza indipendentemente dal linguaggio, in altre parole dal mezzo che utilizzano per esprimersi manifestando da sempre interesse o per lo meno curiosità, nei confronti delle nuove possibilità e spesso usano le diverse forme artistiche e quindi la settima: il cinema, e l’ottava: l’animazione, come mezzi di espressione senza accettare vincoli da tecniche di realizzazione o da linguaggi artistici. La ricerca accomuna tutti questi artisti, lo spirito di voler creare sempre qualcosa di diverso, di rinascere, provare nuove esperienze, esprimersi in un modo particolare il più innovativo possibile all’interno di un processo artistico - culturale in costante crescita, con la speranza di trovare un nuovo linguaggio per esprimere al meglio una teoria o un qualcosa di se stessi attraverso l’arte.
Segnaliamo questo divertente video relativo al periodo del TFF 2008. Johnny Palomba è uno stravagante critico cinematografico dalla dubbia identità. In questo video le sue "recinzioni" dei film «Mio fratello è figlio unico» e «Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo». Non perdetele!